I carboidrati a-cellulari ad elevata densita’ glucidica come promotori di Microbiota Pro-Infiammatorio del Tratto Gastro Intestinale….. Intervistiamo lo scienziato

Pubblicato: dicembre 2, 2012 in health, nutrition

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Nota preliminare: l’autore preferisce non farsi troppa pubblicità sulla rete a mezzo di social networks e/o Blogs per cui verrà chiamato Dr. S.

Athletime: Salve Dr. S, sono un ricercatore non coinvolto nel suo campo di ricerca. Tuttavia sono rimasto molto impressionato dal suo articolo apparso in un network scientifico di tipo Open Access e mi piacerebbe se possibile farle alcune domande in merito.

Dr. S.: E’ un piacere poterle rispondere! Faro’ del mio meglio!

Athletime: Il metodo di cottura scelto può trasformare un vegetale cellulare in qualcosa di a-cellulare?

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Dr. S.: La maggior parte dei metodi di cottura sono OK. Bollire anche per più di un’ora lascia intatta la struttura dei carboidrati cellulari. Forse la cottura al forno ad elevata temperatura potrebbe alterare la matrice cellulare dei vegetali, soprattutto se la cottura deidrata completamente gli stessi. Anche i metodi di frittura possono essere ritenuti sicuri ma l’impiego massivo di oli raffinati comporta un’altra tipologia di problemi come può immaginare.

Athletime: Riguardo alla cottura al microonde?
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Dr. S.: La matrice cellulare non ne viene influenzata. Io personalmente uso il microonde per la cottura dei miei pasti (Nota: da quello che ho potuto capire il Dr. S. segue un regime alimentare di tipo Paleo molto vicino a quello di Mark Sissor).

Athletime: Qual è la sua opinione al riguardo dei cereali germogliati?
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Dr. S.: Il processo di gemogliazione può aver convertito parte della loro energia acellulare in una forma cellulare. Il problema è che il contenuto di Lectine nei cereali germogliati può addirittura essere più elevato di quello presente nella forma non germogliata. Le lectine dei cereali possono innescare reazioni autoimmuni. Da questo punto di vista non c’è nessuna differenza tra cereli integrali e cereali raffinati. Le meta-analisi epidemiologiche mostrano che i cereali integrali e quelli raffinati comportano i medesimi effetti in termini di malattie cardiovascolari e diabete.

Athletime: Restano solo le leguminacee! Cosa mi dice in merito?
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Dr.S.: I legumi freschi sono sicuramente cellulari. Tuttavia io non li mangio per lo stesso motivo per cui non mangio i cereali integrali germogliati: la promozione di pathway autoimmuni dovuti all’insorgere di meccanismi infiammatori insorti nell’apparato digerente, come è spiegato nell’articolo. La soia potrebbe essere OK ma mi preoccupa il contenuto di fitoestrogeni. Non disdegno t comunque zuppe a base di Miso. Nella comunità Paleo in ogni caso sono riportati dati anedottici riguardo al consumo della soia soprattutto in termini di insorgenza di reazioni autoimmuni.
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Athletime: I concetti da lei esposti nell’articolo possono essere estesi ai cibi di natura fortemente proteica? Nel senso: possono le proteine denaturate con i processi di cottura e/o raffinazione scatenare pattern infiammatori?

Dr. S.: Mi spiace, questo tipo di dinamiche esula dal mio campo di ricerca.

Athletime: L’integrazione di (pre)probiotici nel proprio stile alimentare ritiene che sia una strategia valida?
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Dr. S: Se si segue un regime alimentare conforme alle esigenze dettate dal nostro cammino evoluzionistico non si dovrebbe aver bisogno di integrare con probiotici che conservino e/o rafforzino il sistema immunitario.

Athletime: Nella comunità scientifica si sente sempre più spesso parlare di Ciclizzazione Proteica come metodica per combattere le malattie degenerative attraverso l’attivazione di meccanismi autofagici intracellulari che sarebbero in grado di rimuovere i prodotti di scarto del metabolismo cellulare. Cosa ne pensa?
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Dr. S.: Le motivazioni soggiacenti sono giuste, benchè estrapolate da studi che hanno coinvolto animali, ma i metodi risolutivi proposti nella vita reale mi appaiono un po’ troppo meccanicistici. La ciclizzazione proteica volontaria non sembra essere conforme ai pattern alimentari delle attuali popolazioni di cacciatori raccoglitori.

Athletime: La dieta mediterranea è sempre in ottima considerazione. Io vivo in Italia e qui la sua interpreatazione non è esente da un eccesso di alimenti amidacei derivati da cereali processati. In realtà nel bacino mediterraneo si perseguono diversi stili alimentari. Ad esempio in un mio passato viaggio ho notato che le popolazioni pedimontane che vivono nell’Atlante marocchino consumano alimenti a base di formaggi e ricotte essiccate con carne e vegetali a foglia larga. Le popolazioni berbere vicine alla costa mangiano prevalentemente pesce, ovini e verdure. Rimasi stupito dal sentirmi rispondere, alla domanda perché si consumava così poca frutta, che la frutta non è adatta ai climi caldi! L’uniche eccezioni erano costituite da cous-cous arricchito con carne e/o semi oleosi.
Credo inoltre che le attuali popolazioni greche, cretesi, egiziane e libanesi perseguano un regime alimentare molto più vicino ad una vera dieta mediterranea con pochi carboidrati acellulari di quanto non facciamo noi italiani.

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Dr. S.: Penso che lei abbia centrato in pieno su cosa si intenda per Dieta Mediterranea e come essa viene intesa nel mainstream medico. Le popolazioni del nord Africa e che vivono nella fascia mediterranea orientale sembrano perseguire un regime alimentare molto vicino a come dovremmo mangiare. Personalmente amo molto la cucina marrocchina, libanese e greca a parte le varianti di pane che vengono consumate.

Athletime: Esistono tecniche farmaco-indotte per inibire PAMP e Lectine?

Dr. S: Esiste un farmaco estratto da una resina con capacità di legarsi a molecole di fosfati che è usato in ambito nefrologico. A mio avviso è interessante e le invierò uno studio in merito. Tuttavia credo che sia di difficile applicazione nella vita reale e con individui sani.
(Nota: Dr. S. mi ha in seguito inviato in attachment ad una e-mail lo studio ma preferisco non rilevarne il titolo ed il nome del farmaco).

Athletime: La ringrazio del tempo dedicatomi. Saluti

Dr. S.: E’ stato un piacere! A presto

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commenti
  1. pixel3v ha detto:

    Non credi che sia buona norma chiedere il permesso prima di pubblicare una foto non tua, o quantomeno pubblicare il link da cui la prendi?

    questa è la mia foto: http://pixel3v.wordpress.com/2010/09/10/calabria-eat-and-go/

    ps. Google immagini non è un aggregatore di foto che sono state messe lì dal signor google affinchè la gente se ne impossessi, se foste seri dovreste saperlo… I contenuti del mio blog sono protetti da copyright, lo sai che sareste passibili di denuncia?

    Sara

    • athletime ha detto:

      Provvedo nella giornata a rimuovere la Sua caciotta salata dal mio articolo.
      Ciao e grazie per la segnalazione.

      P.S. Certo in un epoca in cui si parla di social networking re-tweeting…. wikinomics e quant’altro la Sua puntigliosita’ mi lascia perplesso.

      Grazie mi servira’ per il futuro….
      Saluti

      Stefano

      • pixel3v ha detto:

        C’è poco da restare perplessi… Anzi: in un’epoca in cui la comunicazione è alla base di tutto e in cui con internet si può avere tutto e subito con estrema facilità, non credi che prima di utilizzare una foto che non hai comprato su Istockphoto ma trovata su Google e che ha sicuramente un padrone sarebbe il caso di chiedere, o quantomeno apporre un link alla fonte?
        ps. visto che siamo in un’epoca così avanzata, dovresti conoscere “who stole my picture”… 😉

      • athletime ha detto:

        Dimmi cosa vuoi…. un risarcimento danni? Ciao

        >

      • pixel3v ha detto:

        Visto che me lo chiedi, quasi quasi direi di sì. In realtà bastavano delle semplici ammissioni di colpa con scuse, ma se insisti…

      • athletime ha detto:

        Credo di essermi scusato. In ogni caso ho provveduto a rimuovere l’immagine subitaneamente. Saluti

        >

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